Puig accelera nel terzo trimestre 2026 e punta a chiudere l’anno sopra la crescita del mercato della cosmetica di alta gamma. Il gruppo catalano, che controlla marchi come Carolina Herrera, Rabanne e Jean Paul Gaultier, ha archiviato il periodo luglio-settembre con un fatturato di 1.390,8 milioni di euro, in aumento del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. A perimetro e tassi di cambio costanti, la crescita è stata del 5,6%, secondo quanto riportato da Fashion Network.
Si tratta dell’incremento più alto registrato nel 2026: nei trimestri precedenti il gruppo aveva segnato un +4,7% nei primi tre mesi e un +4,1% nel secondo trimestre. A trainare la performance è stato soprattutto il make-up, che ha contribuito per circa il 40% alla crescita complessiva e ha registrato un’accelerazione a partire da settembre grazie al rafforzamento delle vendite al consumatore finale, all’aumento delle quote di mercato, all’innovazione e all’espansione distributiva.
Make-up protagonista: +16,1%
Il segmento del trucco è stato il principale motore del trimestre. Il fatturato è salito a 269,7 milioni di euro, con una crescita del 16,1% a perimetro e tassi di cambio costanti. Il peso sul totale delle vendite è arrivato al 19,4%, contro il 17,7% dello stesso periodo dello scorso anno.
La spinta, ha spiegato il gruppo, è arrivata in particolare dagli Stati Uniti, dove Puig ha rafforzato la distribuzione con 30 nuove porte da Boots, aperture con Sephora in 34 punti vendita e il completamento del roll-out da Ulta con un piano di lancio che ha coinvolto oltre mille negozi. L’azienda ha sottolineato che nel trimestre il make-up ha generato la stessa crescita comparabile della divisione fragranze e moda, consolidando il suo ruolo strategico nel portafoglio.
Skincare in frenata, fragranze e moda solide
Segno leggermente negativo per la cura della pelle. Il segmento skincare ha chiuso il trimestre a 135,3 milioni di euro, con una flessione dello 0,8% a perimetro e tassi di cambio costanti, segnando il secondo trimestre consecutivo in calo. Il gruppo ha attribuito la frenata a un effetto di normalizzazione dopo il forte rimbalzo registrato lo scorso anno.
Solida invece la divisione fragranze e moda, che rappresenta il cuore del business di Puig. Il fatturato è salito a 985,8 milioni di euro, con una crescita del 3,9% a perimetro e tassi di cambio costanti, grazie in particolare alla ripresa delle vendite al consumatore finale. Il segmento continua a pesare per il 71% sul fatturato totale del gruppo.
Asia e Americhe spingono la crescita
A livello geografico, la performance migliore è arrivata dall’Asia-Pacifico, che ha segnato un +12,9% a perimetro e tassi di cambio costanti. Seguono le Americhe con +6,2% e l’area EMEA con +3,8%. Puig ha precisato che il conflitto in Medio Oriente non ha avuto un impatto significativo sui risultati del periodo.
Nei primi nove mesi del 2026 il fatturato del gruppo ha raggiunto 3,74 miliardi di euro, in crescita del 4,8%. Guardando alla fine dell’anno, Puig prevede che la crescita dei ricavi su base comparabile continuerà a essere superiore a quella del mercato della cosmetica di alta gamma, sostenuta dall’espansione nel make-up e dalla ripresa delle vendite al consumatore finale.
“Sono soddisfatto della nostra crescita solida e costante nei primi nove mesi del 2026, pari al +4,8%, accompagnata da un terzo trimestre da record in aumento del +5,6%”, ha dichiarato il CEO Jose Manuel Albesa.